Disturbo Borderline di Personalitá

Il disturbo borderline è caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, dell'immagine di sé e dell'umore e da una marcata impulsività.

Le persone con disturbo borderline di personalità tendono a sperimentare emozioni e stati d'animo estremamente intensi che possono cambiare in modo rapido e improvviso. In genere, presentano difficoltà a tollerare lo stress o calmarsi quando si sentono in balìa di queste emozioni negative (rabbia, tristezza, ansia, frustrazione, ecc.). Di conseguenza, in questi pazienti sono frequenti scoppi d'ira e comportamenti impulsivi come l'abuso di sostanze, rapporti sessuali a rischio, autolesionismo, shopping compulsivo, binge eating (abbuffate incontrollate) e tentativi di suicidio. Questi comportamenti hanno la funzione di ridurre l'attivazione emotiva nel breve termine, ma possono condurre a gravi conseguenze nel lungo periodo.

Le parole chiave per questo disturbo sono "impulsività e instabilità".

Per via degli scoppi d'ira, i comportamenti autodistruttivi e i cambiamenti d'umore, i pazienti con disturbo borderline di personalità tendono ad avere relazioni interpersonali disfunzionali, e perciò possono essere considerati un peso da parenti, amici e colleghi.

Molti individui con disturbo borderline di personalità sono persone intelligenti e dotate, ma il disturbo impedisce loro di realizzarsi e molti hanno problemi a completare gli studi o a trovare e mantenere un lavoro stabile, mentre altri finiscono per accettare lavori al di sotto delle loro capacità.

Sono comuni, inoltre, crisi relazionali, generalmente più frequenti e intense dei normali alti e bassi con amici e colleghi. Molti pazienti si ritrovano ripetutamente in relazioni sentimentali poco sane, caratterizzate da estreme oscillazioni tra idealizzazione e svalutazione del partner, atteggiamento estremamente bisognoso e rifiuto, aggressività e sottomissione. Nelle relazioni di coppia, i pazienti con disturbo borderline possono essere sia vittime che perpetratori di violenza.

È utile analizzare le caratteristiche psicologiche degli individui con disturbo borderline di personalità in termini di visione di se stessi e degli altri, credenze intermedie e profonde e strategie di coping (affrontamento)

Visione di se stessi: si considerano difettati, vulnerabili all'abuso, al tradimento, alla trascuratezza. "Sono cattivo", "Non so chi sono", "Sono debole e mi sento sovrastato", "Non riesco ad aiutarmi"

Visione degli altri: sono capaci di vedere gli altri come calorosi e affettuosi ma li considerano comunque inaffidabili perché "sono forti e potrebbero essere di sostegno, ma dopo un po' cambiare per ferirmi o abbandonarmi"

Credenze intermedie e profonde: "devo chiedere quello di cui ho bisogno", "devo rispondere quando mi sento attaccato", "lo devo fare perché devo sentirmi meglio", "se sono solo, non sarò in grado di affrontare la situazione", "se mi fido di qualcuno, questi prima o poi mi abbandonerà o abuserà e starò male", "se i miei sentimenti sono ignorati o trascurati, perderò il controllo",

Strategie di coping: sottomettersi, alternare l'inibizione con una protesta drammatica, punire gli altri, espellere la tensione con azioni autolesive.

Come riconoscere la personalità borderline: sintomatologia clinica

Il disturbo di personalità può essere visto come un disturbo di disregolazione. Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), per capire se una persona soffre di disturbo borderline di personalità devono essere riscontrabili almeno 5 dei seguenti aspetti:

  • Comportamento instabile, impulsivo e rischioso, come rapporti sessuali non protetti, gioco d'azzardo o binge eating, esplosioni di rabbia e litigi violenti

  • Immagine di sé e degli altri instabile che oscilla fra i poli idealizzazione e svalutazione (come buono/cattivo; perfetto/falso)

  • Relazioni instabili e intense

  • Marcati cambiamenti dell'umore (per esempio da felicità a tristezza, da rabbia a senso di colpa)

  • Emozioni contrastanti e difficili da gestire

  • Minacce o comportamento suicidario e autolesionistico

  • Intensa paura di essere soli o abbandonati

  • Sentimenti di vuoto e mancanza di scopi

  • Difficoltà a riflettere sui propri stati emotivi, sui vissuti e sulle relazioni in modo coerente e lineare

  • Sintomi dissociativi (per esempio sentirsi distaccati dalle proprie emozioni e dal proprio corpo)

In generale, molti degli specifici sintomi nelle diverse aree sono accumunati da instabilità e impulsività.

L'instabilità è evidente nelle relazioni che tendono a essere intense ma brevi e a cessare improvvisamente. La stessa instabilità si ritrova nella propria identità, nella visione di sé, degli ideali, dei piani futuri o dei valori morali. È anche evidente negli affetti, cioè in forte reattività che portano a rapidi cambiamenti e passaggi da un'emozione all'altra.

L'impulsività si riscontra in attività distruttive per sè che, pur essendo gratificanti nel breve termine, sono messe in atto in modo impulsivo e talvolta compulsivo. Queste condotte includono come spendere, abusare di sostanze, mangiare o fare sesso. Sono presenti anche esplosioni di rabbia e difficoltà a tenerla sotto controllo, nonché comportamenti suicidari e autolesionistici.

I soggetti con disturbo borderline di personalità percepiscono spesso un'intensa paura di essere abbandonati e tentano in ogni modo di evitare questo abbandono da parte degli altri, a volte tramite azioni estreme e disperate o comportamenti che appaiono manipolativi. Questi pazienti possono riferire un certo "distacco" dalla propria esperienza interna e sperimentano cronici sentimenti di vuoto. In condizioni di forte stress, possono presentare sintomi simili a quelli delle psicosi, ma tendenzialmente temporanee, come paranoia, episodi dissociativi e pseudoalucinazioni (soprattutto "voci" a contenuto critico o denigratorio).

I sintomi del disturbo borderline della personalità compromettono il funzionamento professionale e relazionale della persona. Questi individui si approcciano al mondo con una visione "o bianco o nero", hanno un'immagine di sé instabile e incoerente, sono costantemente severi e punitivi nei confronti di se stessi e gli altri, e oscillano rapidamente da un'opinione all'altra: per queste ragioni possono trovarsi spesso a cambiare repentinamente idea su lavoro, obiettivi di vita o relazioni, e presentano perciò notevoli difficoltà nella progettualità a lungo termine.

Terapia del disturbo bipolare di personalità

La terapia cognitivo-comportamentale per la cura del disturbo borderline di personalità è finalizzata alla realizzazione fin dai primi incontri di un clima terapeutico collaborativo grazie al quale, dopo un'attenta valutazione del caso, il clinico restituisce al paziente come vede se stesso, gli altri e come pensa che gli altri lo vedano (stati mentali e cicli interpersonali disfunzionali). Vengono dunque stabiliti di comune accordo gli obiettivi terapeutici. Tra questi, vi è la messa in discussione delle credenze di base del paziente che gli generano enorme sofferenza (per esempio "il mondo è pericoloso", "sono vulnerabile e privo di potere", "sono inaccettabile").

Tali credenze influenzano il pensiero che nel borderline è tipicamente dicotomico: vi è dunque la tendenza a una valutazione delle situazioni in termini di categorie che si escludono a vicenda (ad esempio, buono/cattivo). Viene spiegato che tale polarizzazione del pensiero conduce a reazioni emotive eccessive e ad azioni impulsive e autodistruttive. L'obiettivo della terapia è individuare e modificare pensieri e credenze disfunzionali, sostituendoli con altri più adattivi, prendendo consapevolezza di come questi si siano formati nell'età evolutiva e siano collegati all'età adulta.

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