Disturbo Bipolare

Il disturbo bipolare rientra nei disturbi dell'umore e si caratterizza per gravi alterazioni delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti.

Il Disturbo Bipolare (o disturbo maniaco-depressivo, o bipolarismo o depressione bipolare) è un disturbo dell'umore che colpisce circa il 3% delle persone nell'arco della vita, sebbene circa il 5-10% della popolazione generale soffra di disturbi della sfera affettiva. È un disturbo complesso, difficile da riconoscere, anche perché il quadro clinico è multiforme e frequentemente associato ad altri disturbi psichiatrici quali l'abuso di sostanze, i sintomi psicotici (come deliri ed allucinazioni), i disturbi di personalità, i disturbi d'ansia, i disturbi del controllo degli impulsi. Chi ne soffre può essere al settimo cielo in un momento e alla disperazione in un altro senza alcuna ragione apparente, passando dal paradiso della fase maniacale o ipomaniacale all'inferno della fase depressiva anche molto frequentemente.

Il disturbo bipolare può essere distinto in:

  • Disturbo bipolare I - Per fare diagnosi di Disturbo Bipolare I è necessario e sufficiente che vi sia un episodio maniacale nell'anamnesi purchè tale episodio non sia meglio spiegato da schizofrenia e relativo spettro. L'età media di esordio è di 18 anni.

  • Disturbo bipolare II - Per la diagnosi di Disturbo Bipolare II è necessaria la presenza di almeno un episodio ipomaniacale ed uno depressivo maggiore. 

  • Disturbo ciclotimico - Per la diagnosi di Disturbo Ciclotimico è necessario per almeno due anni avere numerosi periodi con sintomi ipomaniacali che non soddisfano i criteri per l'episodio maniacale e numerosi periodi con sintomi depressivi che non soddisfano i criteri per l'episodio depressivo maggiore. Tali sintomi non scompaiono per più di due mesi ogni volta.

    Le differenze tra i tipi risiedono sostanzialmente, nell'intensità dei sintomi maniacali e in parte, dei sintomi depressivi.

Il disturbo bipolare é un disordine che può interferire con il lavoro e le relazioni interpersonali in modo rilevante e spesso si traduce in uno stravolgimento della vita quotidiana. Spesso, risulta difficile riconoscere tale disturbo e tende a peggiorare se non trattato adeguatamente.

Molto spesso, i soggetti che soffrono di bipolarismo hanno avuto episodi simili in famiglia. I geni, però, non rappresentano l'unica causa. Il cervello dei pazienti colpiti da tale disturbo mostrano mutamenti fisici nel loro cervello (dati emersi da studi di brain imaging) oppure squilibri nei neurotrasmettitori, nel funzionamento della tiroide e nei ritmi circadiani. In particolare, sono emersi livelli molto alti di cortisolo, quello che viene chiamato ormone dello stress. Nella vita di ciascun soggetto, predisposto o non, possono presentarsi delle situazioni a rischio che potrebbero favorire l'insorgenza del disturbo. Tra queste spiccano: stress, abuso di sostanze, assunzione di farmaci (es. antidepressivi), cambiamenti stagionali, mancanza di sonno.


Fase ipomaniacale e maniacale

La fase ipomaniacale e maniacale si caratterizza per la presenza di:

  • disinibizione eccessiva;

  • comportamenti socialmente inappropriati;

  • euforia accompagnata dalla sensazione di avere enormi potenzialità personali che può aggravarsi fino a divenire delirio di onnipotenza (per es. tutto appare possibile e fattibile, tanto che spesso si commettono azioni impulsive anche pericolose per sè stessi o per gli altri oppure si intraprendono azioni avventate);

  • non si riesce a portare a termine alcun progetto;

  • si ha una grande energia, tanto da non sentire il bisogno di mangiare né dormire;

  • il comportamento diventa disorganizzato e inconcludente, con azioni senza alcuna direzione apparente (per es. non si fa in tempo ad iniziare un'attività, che la si lascia a metà per passare ad altro o si fanno più cose contemporaneamente senza completarne alcuna);

  • i pensieri vanno così veloci che è difficile star loro dietro, così come le parole;

  • i sensi sembrano affinarsi e la percezione diventa più vivida;

  • il desiderio sessuale può aumentare, diventando quasi impellente, con comportamenti impulsivi.

  • Le persone vicine a chi soffre di maniacalità stentano a riconoscere il soggetto: prima timido e riservato, ora non smette un attimo di parlare ed è sorprendentemente disinibito.

In altri casi, invece, la fase maniacale è caratterizzata prevalentemente da umore disforico, con una sensazione di ingiustizia subita e quindi con la presenza di grande irritabilità, rabbiosità e intolleranza. In questa fase possono comparire sensazioni di essere perseguitati e/o controllati che può diventare vera e propria convinzione delirante. Spesso queste sensazioni sono accompagnate da un comportamento aggressivo, con scarsa capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni. A volte l'esperienza soggettiva delle fasi di eccitamento è piacevole e ricercata altre volte è sgradevole. Le fasi di eccitamento possono essere più o meno severe (ipomaniacali o maniacali).

Fase depressiva

La fase depressiva che spesso segue quella maniacale e ipomaniacale, rappresentandone l'opposto, si caratterizza per:

  • umore molto basso, con la sensazione che nulla interessi né possa dare piacere. Si perde il significato della vita, che appare profondamente dolorosa. 

  • sonno e l'appetito possono aumentare o diminuire. 

  • ci si sente senza energie e facilmente affaticati, con una grande difficoltà nel concentrarsi.

Le fasi depressive possono risultare talmente gravi da portare al suicidio o ad atti autolesionistici, durano di più di quelle maniacali, che possono durare anche solo pochi giorni e spesso sono anche più frequenti nell'arco della vita. A volte da una fase si passa immediatamente all'altra, altre volte intercorre un periodo di umore normale o misto spesso pieno di ansia. Di solito una fase insorge gradualmente, ma a volte l'insorgenza è più improvvisa.

La fase mista

Questa fase rappresenta spesso un passaggio tra la fase depressiva e quella di eccitamento. Si caratterizza dalla presenza contemporanea di sintomi depressivi e ipomaniacali. Frequentemente la persona in questa fase soffre di una pervasiva ansia e irritabilità.

Trattamento del Disturbo Bipolare

Lo scopo del trattamento psicoterapeutico consiste nel ridurre la frequenza e la gravità degli episodi maniacali e depressivi, nonché prevenire le ricadute future. La maggior parte delle persone affette da disturbo bipolare necessita anche di lunghi trattamenti farmacologici, combinando sia farmaci finalizzati alla stabilizzazione dell'umore, sia tranquillanti più efficaci nei periodi acuti.

Nei momenti più difficili (nel caso, ad esempio, di comportamenti pericolosi e di azioni di autolesionismo irreversibili) è indicato il ricovero ospedaliero per disporre di un trattamento intensivo sotto il costante controllo medico. La Terapia Cognitivo - Comportamentale, insieme a una terapia familiare, può svolgere comunque un ruolo benefico, fornendo innanzitutto le necessarie conoscenze per capire l'impatto della malattia sull'individuo e sulle relazioni familiari.

La terapia fornisce, inoltre, conoscenze e strumenti utili per affrontare gli episodi maniacali e depressivi maggiori. Ad esempio, è dimostrato che tenere comportamenti regolari rispetto all'alimentazione, al sonno e, più in generale, rispetto alle proprie attività, può risultare utile nell'evitare gli eccessivi squilibri dell'umore. Perciò, è utile che il soggetto disturbato tenga un diario delle emozioni e delle attività affinché non si abbandoni a comportamenti eccessivi. Il diario, infatti, permette di individuare gli eventi particolarmente stressanti e nocivi per il soggetto, i segnali che un episodio maniacale o depressivo sta arrivando, e conseguentemente consente di escogitare appropriate strategie di risposta.

L'intervento psicoeducativo si propone come una strategia complementare al trattamento farmacologico, attraverso "l'informazione" del paziente basandosi sull'assioma che esiste una stretta relazione tra la conoscenza che il paziente ha della propria malattia e il miglioramento del decorso della stessa.

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